La macchina INPS e la gestione pensionistica
INPS, l'ente pubblico italiano incaricato alla gestione delle nostre pensioni

La macchina INPS e la gestione pensionistica

In Italia e in molti paesi industrializzati il sistema pensionistico statale sta rivelando notevoli problemi con buchi enormi. (Per l’INPS si parla di svariati miliardi di euro l’anno, anche dopo la riforma Monti-Fornero).

In generale si dice che il problema principale sia il fatto che, ai tempi dell’istituzione dei vari sistemi pensionistici (secondo dopoguerra), la popolazione era in forte crescita, così come l’economia che era completamente da ristabilire; si parla della generazione chiamata in Nord America dei “Baby Boomers”, in quel periodo c’erano tanti giovani e pochi anziani, con pensioni dunque facilmente sostenibili.

 

Indice di fertilità

Indice di fertilità in Italia e nel Mondo dal 1960 al 2013

Come potete vedere dal grafico qui sopra riportato, l’indice di fertilità (indica il numero di figli medi per ogni donna) è sceso in Italia da un picco di 2.7 nel 1964 ad 1.4 nel 2013. (Per il mondo è rispettivamente 5 e 2.5, anche se più alto segue un trend simile).

Meno forza lavoro a disposizione a causa di meno figli unito a standard di vita in aumento, quindi più persone che stanno per più anni in pensione, vi permettono di capire da dove si origina il problema.

In Italia non si ferma qua il caso INPS, poiché per molti anni non abbiamo avuto il sistema “contributivo” attuale (quello che ricevi in pensione è legato a quanto hai versato in contributi durante la vita lavorativa), ma un sistema “retributivo” in cui la pensione veniva calcolata solo dallo stipendio degli ultimi 10 anni di lavoro. Questo, insieme al problema delle baby-pensioni (persone in gran parte dipendenti pubblici che andavano in pensione a 40/50 anni almeno fino alla riforma Dini del 1995), ha aggravato moltissimo sui conti pubblici.

INPS inefficiente e l’alternativa Cilena

Il nostro sistema pensionistico ha quindi sofferto molto per proposte politiche sconsiderate negli anni, ma anche per questioni non prevedibili come quello del calo della crescita demografica. Anche se il sistema fosse completamente contributivo le pensioni non vengono gestite come un fondo, gli eccessi, qualora ce ne siano, non vengono messi da parte per pagare le pensioni future, ma vengono direttamente inseriti nel calderone della spesa pubblica, quindi spesso vanno sprecate. Lo Stato a questo punto per pagare le pensioni delle generazioni future ricorre, o ad aumenti di tasse, o creando debito pubblico. La situazione attuale è drammatica, abbiamo la spesa pensionistica più elevata di Europa pari al 16.8% del PIL, circa 270 miliardi di euro.

La questione è: perché se si incorre in tutti questi problemi non si può lasciare alle persone la possibilità di gestirsi la propria pensione? Ricorrendo a fondi privati spesso si è molto più sicuri che affidandosi allo Stato, un esempio è il modello cileno, che ha dato la possibilità appunto di uscire dal sistema pubblico. Il risultato è stato che quelli che si sono affidati a fondi privati hanno visto pensioni del 20% più alte rispetto a quelle pubbliche.

Come si può chiamare questo sistema pubblico “contributivo” se il “contributo” è forzato e non volontario? La soluzione è appunto rendere il tutto opzionale, pagando le pensioni attuali attraverso il taglio della spesa pubblica improduttiva e vedere i soldi versanti come un “impegno” dello Stato a restituirli in futuro, quindi è importante conservarli, non sprecarli alla leggera in spesa pubblica.

Oltre l’alternativa privata

Quindi come detto, la prima cosa sarebbe permettere alle persone di uscire dal sistema INPS, ma quelle che decidono di rimanere? Uno stato serio non può permettere di avere una reputazione così scarsa del proprio sistema pensionistico, anche perché la pensione è una promessa, un impegno da rispettare verso il contribuente. Una soluzione potrebbe essere di trattare le pensioni come un fondo risparmio, e per finanziare le spese attuali mettere una soglia dalla quale lo stato può prelevare da questo fondo (es: 5%/10% annuo).

Inoltre urge per risolvere i buchi del sistema attuale anche la riforma del ricalcolo delle pensioni dal sistema retributivo al contributivo, un pensionato deve ricevere una pensione congrua con quanto ha contribuito durante la vita.

 

Grazie a tutti i lettori e lettrici,

-Il Capitalista

 

 

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