La pazzia della cucina: Innovazione

La pazzia della cucina: Innovazione

Vogliamo proporvi la lettura di un articolo di un volontarista americano gestore del sito “The Art of NOT being Governed”, relativo al come l’innovazione capitalista venga ostacolata e demonizzata dalla stragrande maggioranza della popolazione che, sopratutto in Italia, ha una visione estremamente statista del mondo:

Provate ad immaginare che fino ad oggi, nessuno ha mai pensato di cuocere il cibo. Viene sempre mangiato crudo, quindi non può essere conservato a lungo, non ha un sapore particolarmente buono e fa ammalare le persone abbastanza frequentemente (questo è un fatto scientificamente provato). Ogni altra cosa è uguale a come è oggi…

Ora provate ad immaginare che voi avete inventato la cucina. Avete scaldato il cibo e migliorato il suo sapore notevolmente. Successivamente avete anche inventato un prototipo di forno, siete eccitati per questo poiché andrete a cambiare notevolmente il mondo.

A questo punto immaginate che qualsiasi persona a cui lo dite, shockata e dubbiosa per una scoperta così rivoluzionaria vi tratti come un pericolo lunatico.

“Vuoi farmi mettere quella macchina del fuoco dentro casa mia?!?”

“Un luogo molto caldo, delle dimensioni di un bambino, a livello pavimento??”

“Mi stai dicendo che dovrei immettere gas infiammabile vicino a dove mangiano i miei figli??”

“Non ti importa nulla della sicurezza delle persone? Non ti importa della possibilità che la mia casa vada a fuoco? Pensi che mi importi così poco della mia famiglia?”

Tu sai quanto è buono il cibo dopo essere stato cotto, loro no. Tu sai che non ti sei più ammalato da quando lo cucini, loro no. Sai quanto sono gestibili le fiamme, loro no.

Non possono immaginarne i benefici perché non li hanno sperimentati, ma non hanno alcun problema nell’immaginare tutte le possibili situazioni terribili che potrebbero capitare e che tu non puoi garantire che non avvengano.

Non puoi garantire che il forno non brucierà mai nessuno. Non puoi garantire che magari verrà accesso da un bambino senza la supervisione di un adulto. Non potrai garantire che non verrà usato per cucinare vivo un gatto.

L’unica cosa che hai è il tuo giudizio del fatto che i costanti ed enormi benefici sono di gran lunga superiori ai rari ma facilmente immaginabili scenari negativi. Sei deciso a rimboccarti le maniche e a convincere le persone una ad una, fino a che abbastanza persone avranno provato la torta al cioccolato permessa dalla cucina.

Ma non te lo lasceranno fare. Diranno che è troppo pericolo. Non puoi semplicemente fare dei forni e venderli ad individui curiosi. Ti trascineranno fuori dalla tua fabbrica di forni e ti butteranno in prigione.

E a questo punto vivrai tutto il resto della tua vita pensando a come le persone sarebbero più felici e in salute solo se te lo avessero lasciato fare, e se altre persone come te avrebbero migliorato e sperimentato idee simili, prendendosi dei rischi in pace nella loro tranquillità.

“Questo è quello che si prova ad essere un volontarista”

 

Il chiaro messaggio di questa storia è come le persone pensino sempre ai lati negativi delle novità, perché il nuovo è diverso, e il diverso spaventa. Non è detto che il nuovo sia sempre positivo ma troppo spesso nella nostra società si richiede l’intervento dello stato prima ancora che un invenzione sia stata provata, un possibile risvolto negativo può mettere in ombra tutti i vantaggi di una nuova tecnologia.

Basta pensare agli OGM, nella stragrande maggioranza dei casi un innovazione decisamente positiva, un passo verso l’aumento della disponibilità di cibo, anche per le persone dei paesi meno sviluppati e poveri, demonizzata e criticata senza alcuna ragione scientifica solo perché visti come un qualcosa di “non naturale”, anche se, le modificazioni genetiche avvengono costantemente in natura, non si capisce il perché se vengono eseguite dall’uomo per cercare un beneficio siano negative.

Un esempio è anche l’energia nucleare, la paura di problemi tecnici, disastri naturali o errori umani altamente improbabili uniti ai ricordi di Chernobyl e Fukushima mettono in secondo piano gli enormi benefici che porta in termini di riduzione dell’inquinamento ambientale rispetto ai carburanti fossili e l’efficienza decisamente superiore ad altre forme di energia pulita.

Il prendersi dei rischi in nome dell’innovazione sono caratteristica di tutta la storia umana e sicuramente dell’economia Capitalista.

 

Grazie a tutti lettori e lettrici,

Il Capitalista

 

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