Un pensiero libertario sul DDL Cirinnà e le Unioni Civili

Un pensiero libertario sul DDL Cirinnà e le Unioni Civili

Anche se questo blog si occupa principalmente di Capitalismo, come da titolo, e di conseguenza di temi economici, ma mancano solo 2 giorni alla votazione del senato sullo scottante DDL Cirinnà delle unioni civili anche per individui omosessuali e nella giornata di ieri si è tenuto a Roma il Family Day; in un nostro articolo abbiamo presentato la filosofia del Libertarianismo, oggi quindi vi proponiamo un pensiero tutto libertario sulle Unioni Civili:

Un autunno caldo come da previsioni. Si discute ampiamente, ormai da tempo, di porre normative legislative per tutelare e parificare il trattamento ad oggi riservato esclusivamente alle coppie che hanno stipulato il vincolo nuziale ed estenderlo anche alle coppie di fatto, siano esse composte da individui dello stesso o diverso sesso.

È un argomento che tratta inevitabilmente di libertà e non può che rappresentare un caposaldo valoriale di ogni libertario, pertanto è necessario affrontare il tema senza intrighi di carattere religioso dogmatico.

Personalmente credo che il matrimonio inteso come sacramento stia svanendo nel nulla, privato di qualsivoglia significato originario, quindi credo che negare l’eguaglianza formale in base a principi teocratici vada contro i diritti e le libertà di ciascun individuo.

Non si tratta di alcuna forzatura o di lobbismo gay bensì, com’è ovvio che sia, ognuno può avvalersi della libertà di condividerne o meno il principio attuativo. Il libertarianismo invita ogni individuo ad essere responsabile delle proprie scelte acquisite con consapevolezza, quindi la normativa dovrebbe riguardare la complessità della popolazione residente sul territorio di competenza legislativa, ma poiché ognuno reputa famiglia anche nuclei differenti da quelli conosciuti fino a qualche decennio fa, la più ampia visione del libertarianismo sostiene la privatizzazione dell’istituto matrimoniale, consentendo ai singoli di contrarre unione presso la sede notarile con chiunque abbia intenzione di siglare tale legame.

Tornando al ddl Cirinnà, approdato in sede parlamentare, si discute ampiamente e talvolta erroneamente di gestazione per altri (riguarderebbe l’articolo 5 di suddetta legge che, qualora entrasse in vigore, consentirebbe l’adozione del figlio del partner).

Come spesso accade il dibattito vede due fronti contrapposti: i liberticidi, ossia coloro i quali vorrebbero negare anche alle donne consenzienti di concedere il proprio utero per la GPA, ricevendo chiaramente in cambio cospicue somme di danaro, ed i secondo ovverosia gli amanti delle libertà che ovviamente sono messi in minoranza da una legge che vieta tale approccio (Legge 40).

Non soffermandoci molto sul parere che ognuno di noi abbia su tale pratica, bisogna anzitutto ritenere fondate le richieste di tutela verso i minori che fino ad oggi vivono in questo stallo, questo vuoto normativo prefigurato da coloro i quali sono eletti in un’assemblea rappresentativa di uno Stato apparentemente laico, ma che essi vogliono trasformare in un manipolo teocratico secondo cui il fondamento costituzionale debbano essere le scritture della Bibbia.

Breve commento e conclusione

Una volontà legittima a evitare influenze della Chiesa sulla legiferazione dello stato italiano. A tutti gli oppositori del DDL, noi come Capitalisti vi invitiamo ad occuparvi degli affari vostri e a lasciare le unioni civili agli omosessuali che tanto, non dovete sposarvi voi.

Grazie a tutti i lettori e lettrici,

-Il Capitalista

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