Un introduzione al Libertarianismo
La statua della libertà è uno dei simboli più utilizzati del Libertarianismo

Un introduzione al Libertarianismo

“La vera divisione non è tra i conservatori e i rivoluzionari ma tra l’autoritarismo e il libertarianismo” – George Orwell 

Spesso confusa con quella dei conservatori statunitensi, oggi andremo a presentare la corrente filosofica e politica del Libertarianismo. 

Cos’è il Libertarianismo?

Scomponendo il termine “Libertarianismo” riusciamo a distinguere chiaramente la parola Libertà, questo è il cardine di questa filosofia ma è un po’ generico come concetto: la Libertà intesa dai libertariani consiste nell’assenza di coercizione da parte di un autorità o di un governo verso l’individuo.

Dunque un libertariano in generale critica ogni forma di stato, questo significa percaso che è un anarchico? Non esattamente, o meglio, non in tutti i casi.

Il NAP

Alle basi della filosofia libertariana esiste un principio cardine, quello della Non-Aggressione (Non-aggression principle) che può essere enunciato come segue:

“Non è moralmente accettabile l’aggressione, che sia tramite minaccia o uso della violenza, ad un individuo, alla sua proprietà o alle sua libertà.” 

Come sia possibile far in modo che tutti gli individui rispettino questo principio sarà oggetto di futuri articoli.

Libertà sociali

I libertariani danno grande importanza alle libertà personali e manifestano questo loro sentimento politico con particolare attenzione all’ambito sociale.

Generalmente i libertariani sono a favore dei matrimoni gay, dell’uso libero di sostanze stupefacenti (quali per esempio la Marijuana) fino al libero possesso di armi.

Ma non perché sono necessariamente d’accordo con tali pratiche, semplicemente non si riservano l’arroganza di giudicare il comportamento degli altri almeno che non vada ad influenzare direttamente la loro vita e soprattutto sono convinti che il governo non debba fare scelte per l’individuo. 

In questo aspetto si avvicinano molto ai progressisti e ai liberali di tutto il mondo.

E cosa ne pensano del capitalismo?

Essendo contrari all’ingerenza statale sulle libertà individuali, in generale la maggioranza dei libertariani sono a favore della completa libertà economica, quindi alla possibilità di associarsi liberamente, di lavorare e di produrre sotto contratti volontari, e di avere una proprietà privata.

Questo non è altro che una completa approvazione del sistema capitalista del libero mercato, da non confondere con il welfare state condito di interventismo statale sull’economia che abbiamo nei nostri stati, in genere i Libertariani non hanno una visione positiva delle tasse.

I libertariani criticano le società fondate sul comunismo e il socialismo, in quanto garantite solamente dall’uso della forza da parte dello stato e caratterizzate da un estrema inefficienza produttiva. 

L’ottica libertariana dunque dal punto di vista economico è un identificazione con il liberismo di Adam Smith e in particolare con la scuola dell’economia Austriaca, portata avanti ufficialmente ai giorni nostri dal Mises Institute, fondata da celebri studiosi quali Ludwig Von Mises Friedrich Von Hayek.

In questo aspetto possiamo dire che i libertariani sono molto simili ai conservatori di destra. 

Libertariani illustri

È d’obbligo citare personaggi quali:

Ayn Rand, fondatrice della corrente filosofica dell’Obiettivismo. 

Murray Rothbard, economista primo teorizzatore di una società anarco-capitalista.

Hans Hermann Hoppe, economista tedesco sostenitore della scuola austriaca e delle teorie anarco-capitaliste di Rothbard.

Ron Paul, ex-membro del Congresso degli Stati Uniti d’America e candidato alle presidenziali statunitensi prima con il partito libertariano (1988) e successivamente con quello repubblicano (2008 e 2012), lodevoli sono i suoi sforzi di portare al grande pubblico questa corrente di pensiero.

Non potendo fare onore a così tante menti illustri, e non potendo spiegare così tante tematiche complesse, rimandiamo ad articoli successivi.

Libertarianismo come alternativa politica

Il Libertarianismo è servito a molte persone, soprattutto nell’atmosfera bi-partitica statunitense per staccarsi dalla predominanza dei democratici e dei repubblicani, una filosofia fondamentalmente liberale socialmente e conservatrice fiscalmente. Questo movimento negli ultimi anni ha riscontrato molto successo, tant’è che nelle elezioni del 2012 il candidato libertariano alla presidenza, Gary Johnson, è riuscito ad ottenere l’1% dei voti. Questa percentuale che all’apparenza può sembrare molto bassa, per un terzo partito negli Stati Uniti è un risultato incredibile, infatti è il record fino a questo momento del partito libertariano  in più di 40 anni di esistenza, che non ha mai avuto la possibilità di ricevere fondi federali ne quella di partecipare ai dibattiti ufficiali gestiti dalle grandi reti televisive. Nelle stesse elezioni del 2012 il già citato libertariano Ron Paul, non ha ottenuto la nominee repubblicana per pochissimi voti, che gli avrebbero permesso probabilmente di vincere l’elezione generale contro Obama ottenendo il supporto degli stati indipendenti.

Dopo questa breve introduzione al Libertarianismo, cogliamo l’occasione per presentare questo blog, Il Capitalista, sperando di produrre per voi lettori contenuti che possano essere interessanti e piacevoli da leggere, sperando di riuscire a farvi riflettere e magari a portarvi anche a dibattere con noi di queste stesse tematiche, non possiamo fare altro che augurarvi una buona lettura!

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